Renzi al Pd: "Basta coi tiri al piccione"

''In privato tutti mi dicono: Matteo, stai buono, ti facciamo fare il candidato premier. Stai buono, che poi tocca a te. Insomma: un bambino bizzoso cui si promette la caramella se non piange. Signori, conosco il giochino: i capicorrente romani prediligono lo sport del tiro al piccione. E io sinceramente non ho molta voglia di fare il piccione''. Così il sindaco di Firenze Matteo Renzi nella sua newsletter in merito alla situazione del Pd. ''Ho l'impressione che non mi conoscano un granché. Io faccio una battaglia se voglio affermare un'idea – ha precisato Renzi – non se devo ambire ad una poltrona. La poltrona al massimo è strumentale alla realizzazione dell'idea, non è il contrario".
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Ultimo aggiornamento: 22:29 | 14 AGO 20
Immagine di Renzi al Pd: "Basta coi tiri al piccione"
''In privato tutti mi dicono: Matteo, stai buono, ti facciamo fare il candidato premier. Stai buono, che poi tocca a te. Insomma: un bambino bizzoso cui si promette la caramella se non piange. Signori, conosco il giochino: i capicorrente romani prediligono lo sport del tiro al piccione. E io sinceramente non ho molta voglia di fare il piccione''. Così il sindaco di Firenze Matteo Renzi nella sua newsletter in merito alla situazione del Pd. ''Ho l'impressione che non mi conoscano un granché. Io faccio una battaglia se voglio affermare un'idea – ha precisato – non se devo ambire ad una poltrona. La poltrona al massimo è strumentale alla realizzazione dell'idea, non è il contrario. Sogno un Partito Democratico che cambia per cambiare l'Italia. Per prenderla per mano e portarla nel domani. Il Partito Democratico che vorrei, chiunque ne sarà leader, è un partito aperto (#openpd), coraggioso, che accoglie le persone senza respingerle ai seggi, che ha il coraggio di andare controcorrente e contro le correnti'', ha sottolinea il sindaco di Firenze.
PROGETTI PER IL PD - ''Io vorrei un Pd capace di vincere. Il Pd delle correnti non riesce a vincere al massimo può partecipare. Credo che il futuro ci raggiungerà presto e che dobbiamo farci trovare pronti. Quello che faremo, sia che ci candidiamo sia che non ci candidiamo, lo faremo come sempre senza chiedere il permesso ai capicorrente. E senza perdere la freschezza e la serenità di chi crede che la parola leggerezza in politica sia un valore. Il quotidiano discutere delle regole, mentre in Italia la crisi occupazionale continua a mordere, è difficile da accettare per me che sono parte in causa, figuriamoci per un cittadino normale'', ha avvertito Renzi.
L'APPELLO ALLA DIRIGENZA - Matteo Renzi è tornato a criticare quanti, nel Pd e fuori, continuano a dibattere sulla possibilità che si candidi segretario del Pd. E ad avvertire che le regole già ci sono.
"Sembra che il principale problema del centrosinistra sia sapere se mi candido alla guida del Pd o meno", ha scritto il sindaco di Firenze sulla sua Enews. "Ho grande autostima, ma continuo a pensare che ci siano problemi un po' più seri del mio futuro. Specie in un momento come questo, in cui la politica ha il dovere di dare risposte concrete, nette, verificabili. Il Pd deve affrontare i problemi degli italiani, non giocare con le alchimie delle regole (che peraltro ci sono già, basta applicarle!)", ha sottolineato. Un mese fa, ha ricordato, "ho chiesto al 'traghettatore' Epifani di fissare la data del congresso (Guglielmo #fissaladata). Non ho ricevuto per il momento nessuna risposta, ma so che a Roma hanno fatto una commissione. Vorrà dire che noi aspetteremo la fine dei lavori". Poi la richiesta di Renzi: "Faccio un appello ai dirigenti del Pd: non preoccupatevi delle mie mosse, datevi voi una mossa". Infine l'esortazione del sindaco democratico: "C'è un Paese, fuori dalle nostre stanze, che aspetta parole di proposta, parole di speranza. Non perdiamo (anche) questa occasione, vi prego!".